Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Cliccando su OK, acconsenti all'uso dei cookie. Se vuoi saperne di piu' o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca su Maggiori Informazioni

Sei qui: HomeDiariI nostri diariAmerica MeridionaleEcuador & Galàpagos

Lungo il nostro percorso conosciamo il solitario George, l'ultimo esemplare al mondo delle tartarughe giganti della specie Geochelone, la creatura vivente più rara al mondo: non sembra interessato ad avere una compagna e mette a dura prova gli scienziati che vogliono farlo accoppiare per salvaguardare la specie. In questo centro le piccole tartarughe vengono super protette dai predatori e seguite fino a cinque anni: povere tartarughe in parte estinte dai corsari che si nutrivano delle loro carni e in parte dall'uomo colonizzatore che ha introdotto gli animali domestici in questo habitat. Facciamo un piacevole giro tra le vie di Puerto Ayora e dopo, con un panga, raggiungiamo la nostra nave: la Pinta.
In serata, dopo cena, veniamo allietati da canti e balli ecuadoriani.

   


La nave è meravigliosa, il servizio è impeccabile e abbiamo una camera invidiabile con un' ampia finestra panoramica. La sera chiudo gli occhi, ma prima di addormentarmi rifletto: sono veramente felice, ultimamente mi succede di raro. Prometto a me stessa che cercherò di vivere la mia vita istante per istante, assaporando ogni momento e cercherò di cogliere ciò che di bello essa offre a braccia aperte: le Galapagos rappresentano un regalo della vita che non ha prezzo, un sogno che ho realizzato grazie all'amore per la natura che condivido con il mio compagno di sempre. Questo compagno, spesso restio a comunicare le sue sensazioni, che apre il suo cuore e si commuove insieme a me davanti alle bellezze paradisiache della natura.

XI giorno

Oggi sbarco secco, con un panga, sull'isola di Bartolomè. Davanti a noi un paesaggio, oserei dire, lunare ricco di crateri e coni dalle intense sfumature sul marrone. E' qui che è atterrato Armstrong? Sarà una beffa la conquista del suolo lunare? E' un'isola deserta, scorgiamo solo qualche lucertola lavica, ed è la più giovane di tutto l'arcipelago. Saliamo in cima al faro e davanti a noi ammiriamo una vista mozzafiato sul celebre Pinnacle Roch, una roccia fatta da tanti strati sottili di basalto che si è formata con il magma espulso da un vulcano sottomarino a scudo; siamo circondati da splendide formazioni vulcaniche e coni di cenere tra spiagge dorate e acque turchesi.

Ritorniamo sulla Pinta giusto per prendere l'attrezzatura per lo snorkeling. Con maschera e pinne, noi calabresi siamo gli unici senza muta, osserviamo i fondali  rocciosi ricchi di branchi di pesci colorati, fosforescenti e neri a strisce gialle che si nutrono di alghe. Numerose sono  le stelle marine di svariati colori, i ricci, coralli rosa, rossi e bianchi, attinie e cetrioli di mare: un vero caleidoscopio di vita sottomarina. Ho visto anche un polpo ed ho avuto un forte brivido quando mi son trovata vicina ad un piccolo squalo a pinna bianca. Ritornati a riva mentre gli altri del gruppo si tolgono la muta racconto alla guida del'incontro ravvicinato con lo squaletto e ironicamente mi dice che è una specie " erbivora". Io, a dire la verità, non ho molto apprezzato quell'incontro.

   

Nel pomeriggio, dopo alcune ore di navigazione, arriviamo alla rossa Rabida. Raggiungiamo la spiaggia come sempre in panga dove ci sono colonie di leoni marini e meravigliosi uccelli tra cui tantissimi pellicani che pescano in picchiata, uno spettacolo da mille e una notte: un eden terrestre che non ha eguali. Facciamo un'escursione in una foresta di palissandri tra numerosi fringuelli, tortore e canarini Maria e arriviamo ad una piccola laguna con la speranza di avvistare qualche fenicottero, ma di questi nemmeno l'ombra. Ritorniamo sulla spiaggia, tra i leoni marini, incantati da quegli uccelli che sembrano danzare sulle nostre teste. Facciamo snorkeling, ma non so perché ho paura. Il ricordo di quello squaletto del giorno prima e il sole che colpisce i miei occhi e mi impedisce di vedere bene mi rendono nervosa per cui nuotiamo rapidamente verso la riva ed usciamo dall'acqua. Preferiamo fare una bella passeggiata senza invadere il territorio dei leoni. Dopo un tramonto spettacolare, dal finestrone della nostra cabina ammiro l'immensità del mare: è quasi buio, il sole è andato via, le tenebre avanzano, all'orizzonte c'è una fioca luce e con gli occhi della fantasia intravedo il Beagles di Darwin il cui spirito sicuramente vaga tra queste isole. Mare e cielo formano un corpo unico, le tenebre nascondono le bellezze che la natura ci ha regalato.

Scroll to Top