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Sei qui: HomeDiariI nostri diariAmerica SettentrionaleOld West Usa 2012

Dopo una sosta a Sylvan Lake e una panoramica passeggiata sui suoi sentieri incontaminati ci avviamo verso il monte Rushmore dove c'è un'altra colossale opera: le teste dei quattro presidenti, che hanno fatto la storia americana, scolpite nel granito. 

   
     
     
   

Da sinistra verso destra ammiriamo, da diverse angolazioni: Washington e Jefferson i padri fondatori degli USA, Lincoln il liberatore degli schiavi e Roosevelt, il cowboy presidente, che simboleggia il ruolo internazionale degli USA nel XX secolo. Un memorial sontuoso e nello stesso tempo molto suggestivo: le sculture dominano dall'alto e con il loro solenne sguardo sembrano invitare i grandi della terra a deporre ogni arma e a dialogare per la pace.    
La sera dormiamo a Keystone  e l'indomani, dopo aver visitato una mostra di macchine d'epoca, andiamo a Deadwood, la famosissima città mineraria del West  trasformata in una piccola Las Vegas. Fondata durante la corsa all'oro, periodo in cui scorreva alcool a fiumi, fu città di bari, assassini, banditi e duri minatori: la  violenza era all'ordine del giorno. 

 
   
 

Era la cittadina di Calamity Jane, la donna pistolero, la più emblematica figura del West, che s'innamorò di Wild Bill, il leggendario sceriffo che amava più il gioco d'azzardo che il rispetto della legge. Visitiamo il saloon n. 10, nella Main Street, dove fu assassinato Wild Bill: è l'unico saloon dove è potuto entrare un bimbo come me. Gli adulti forse non sanno che i bimbi della mia età bevono solo latte analcolico. Nell'interno la luce è scarsa, il pavimento ricoperto, come ai vecchi tempi, di segatura: vi regna magia e mistero. E' qui che è stato freddato alle spalle, ad un tavolo da poker, il mitico pistolero le cui gesta sono state immortalate da tantissimi film.      
Subito dopo una visita al Mount Moriah Cemetery  dove sono sepolti questi due personaggi. E' un momento di vera commozione: Calamity, che si era resa mascolina per difendersi in un mondo in cui non c'era spazio per una donna, aveva espresso il desiderio di essere sepolta accanto a Wild Bill. Sicuramente tra i due non c'era stata solo una fraterna amicizia.              
Nel pomeriggio siamo a Sturgis dove annualmente si svolge uno dei più importanti raduni di motociclisti: peccato averlo perso per pochi giorni. Il babbo e il nonno, in particolare, l'avrebbero sicuramente apprezzato visto che rimangono incantati quando vedono queste grosse moto americane. Io, comunque, quando sento il rumore forte di una moto non piango più e non corro a rifugiarmi tra le braccia della mamma. Le moto e i cavalli, dice la nonna, sono entrati nel mio patrimonio genetico. Mamma mia, che paroloni! Oh nonna! Ricordati che son piccolino.             
Dopo aver visitato il museo, dove sono conservate moto d'epoca, ceniamo. Per le strade di Sturgis regalo un fuori programma eccezionale: ballo a suon di musica per strada e corro, corro libero come il vento.                 
La nostra prossima meta è Badlands: si parte a prima mattina. Io, come al solito non ho problemi, sono sveglio da un pezzo, tanto nella tarda mattinata schiaccio un bel pisolino in collo al babbo.       
Sembra di entrare nella Death Valley: davanti a noi aride e sconfinate distese, in fondo le montagne erose dalle intemperie con le tipiche scanalature che creano un'atmosfera surreale. Percorrendo questo sconfinato deserto si ha una sensazione unica: sembra di abbracciare il mondo intero e di avvicinarsi sempre più al suo orizzonte.

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