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23 agosto: Parco Etosha
Oggi l’intera giornata in Jeep con un ranger: sono programmati due safari, la savana con la sua tavolozza di colori e con i suoi superbi animali ci attende.  Non abbiamo perso la speranza di avvistare qualche predatore: io son convinta che la fortuna ci assisterà.
Il nostro sguardo cerca i predatori, ma sappiamo benissimo che se gli erbivori sono tranquilli i carnivori non saranno nelle vicinanze.
Nelle pozze ci sono gruppi di sinuose zebre, gnu, svariate antilopi e le immancabili signore della savana: le giraffe che bevono con tanta grazia. Si prosegue e tra la vegetazione scorgiamo un rinoceronte bianco. Ecco c’è qualcosa in fondo tra i cespugli: il mio cuore batte all’impazzata. Ben nascosta c’è una leonessa. Aspettiamo armati di pazienza e, dopo un bel po’, avanza verso di noi con un passo spedito e sicuro, si avvicina alla pozza d’acqua e si sdraia su una piccola altura. Osserva intorno: gli unici animali siamo noi, le sue prede hanno preso il largo. Si prosegue, ogni pozza d’acqua ha dei colori incantevoli ed è diversa dall’altra, ci sono altri animali che bevono pacificamente: tantissimi elefanti con i loro piccoli che fanno grande tenerezza, tantissime giraffe. E’ qui che riesco a fare un primo piano ad una giraffa tra i cespugli: sembra un quadro d’autore.
Il re della savana si fa attendere, il ranger è fiducioso: sicuramente nel primo pomeriggio.  Dopo il pranzo si riparte e ben presto la nostra attesa viene ripagata; avvistiamo qualcosa in lontananza sotto un albero: un ghepardo con i suoi piccoli che giocano animatamente. Sono troppo lontani, riesco a vederli bene ingrandendoli con la mia macchina fotografica.
Ci dobbiamo accontentare? Le nostre speranze sembrano oramai svanite quando vediamo altre jeep ferme: due leonesse e un leone sono a pochi metri da noi. Una delle leonesse si allontana, il leone si sdraia vicino all’altra leonessa: hanno gli occhi puntati su di noi. Non abbiamo paura, siamo solo molto eccitati per l’evento, l’emozione sconfigge la paura. Il ranger ci ha spiegato che i predatori percepiscono la jeep come una grande entità: su di essa siamo al sicuro.  Ad un tratto il leone e la leonessa si alzano e si allontano insieme uno accanto all’altro ed è così che assistiamo a tre incontri amorosi piuttosto rapidi. Il leone passa così vicino a noi: verrebbe quasi voglia di accarezzarlo, ma sappiamo che non è possibile, siamo degli intrusi nel loro mondo. Ci limitiamo a filmare e a fotografare questi momenti; non ci possiamo lamentare. Abbiamo assistito ad un evento straordinario: la continuità della specie.
Si riparte, altre pozze, altri animali fino al tramonto.
La sera ci sediamo attorno ad un fuoco e beviamo una marula: c’è tristezza in ognuno di noi. Abbiamo diviso con i nostri compagni di viaggio momenti indimenticabili e, forse, non ci incontreremo mai più: riesco a trattenere a stento le lacrime.
Ci consola il fatto di avere vissuto esperienze da raccontare, esperienze che non sono state certamente strappate dalla famosa lampada di Aladino e che nessuno potrà cancellare dai nostri cuori.
 
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