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21 agosto: Opuwo – Oshana Region
La mattina inizia con una visita ad un villaggio degli Himba, popolo nomade dedito alla pastorizia che cerca di mantenere le tradizioni ancestrali, risalenti a oltre 5000 anni fa, resistendo ai cambiamenti che cercano di intaccare il loro patrimonio culturale.  Arrivati, ho la sensazione di essere in un’altra realtà, la zona è arida ma riesce a magnetizzarmi: mi sembra di essere in un documentario di National  Geographic.
Ci sono solo donne e bambini: gli uomini sono al pascolo. Salutiamo la donna capotribù e ci guardiamo intorno: le donne Himba sono bellissime. Hanno i seni nudi, indossano gonnellini di pelle di capra e hanno il corpo ricoperto di ocra mescolata con grasso. In questo modo si proteggono dal sole, dagli insetti e sono più desiderate dai loro uomini. Hanno dei meravigliosi capelli intrecciati e impastati con ocra, molto ornamentali sono le collane che indossano al collo e alle caviglie. Vivono in delle capanne di argilla mescolata a sterco, entriamo in una di esse: c’è solo l’essenziale.  Vi abita una giovane donna Himba con i suoi piccoli che ci fa vedere come ricopre il suo corpo di ocra e di profumi: la sua pelle è morbidissima e luminosa. Gli occhi di queste donne brillano gioiosamente e riescono a trasferire tenerezza e felicità; anche i bimbi che giocano nudi nella sabbia, con il moccolo e ricoperti di mosche, riescono a sorridere con gli occhi. Siamo noi gli alieni, questa vita affascina e, in questo momento, cambierei la mia con la loro: si accontentano di poco, di ciò che serve per sopravvivere. Non è un paradosso quello che scrivo, è frutto di emozioni a 360 gradi. L’Africa è una chiave di lettura per il mondo, per la nostra vita: in ognuno di noi fa risplendere una luce possente che aiuta a dare un senso alla vita. Ho provato le stesse sensazioni nel mio ultimo viaggio in India con la differenza che lì ero triste, qui, in Africa, sono molto felice, stregata da una magia veramente unica.
Compriamo i loro colorati “gioielli”: saranno i nostri preziosi amuleti. È in me un’energia speciale: questo incontro tribale non potrà essere mai cancellato dalla mia mente.
Ripartiti ci fermiamo ad un mercato Himba dove compriamo altre collane. Non trattiamo sul prezzo: fa parte delle nostre abitudini. Nel pomeriggio, dopo aver pranzato, il panorama cambia, stiamo lasciando il deserto e cominciamo ad avvistare vari gruppi di animali.
Facciamo sosta nella zona dei baobab e ne visitiamo uno nel cui interno c’è una chiesetta. Concludiamo la giornata girovagando in un mercato dove rubiamo, solo con gli occhi, scene di vita quotidiana.
  
22 agosto: Parco Etosha 
A nord della Namibia ci aspetta il parco Etosha, una riserva naturale che ci regalerà ulteriori emozioni. In questo parco mi aspetto tutta l’Africa del mio immaginario e me ne rendo subito conto.
Le strade sono sterrate: la polvere non fa più paura. Vedo sfilare davanti ai miei occhi una miriade di animali: giraffe intente a brucare gli alti cespugli, facoceri che corrono velocemente, gnu, varie specie di antilopi, zebre, elefanti, struzzi,…orici, manguste.
Ci fermiano in diverse pozze d’acqua dove gli animali vengono ad abbeverarsi e scattiamo foto a non finire: il safari nella savana è un viaggio alla scoperta di suggestioni, un’esperienza di gran lunga travolgente. Io riesco a controllare le mie azioni: le mie mani non tremano più. Riaffiora il ricordo di quell’orso che avvistai in un parco degli USA quando l’emozione mi giocò un brutto scherzo: non riuscii a metterlo a fuoco.  Tutti gli animali sono costantemente in allerta e vigili, al minimo rumore scappano via, il pericolo è sempre in agguato: il re della catena alimentare, il vero predatore, il leone può essere nascosto dappertutto.  La giornata non finisce qui: dall’hotel si può osservare una pozza. E’ qui che assistiamo ad uno dei tramonti più belli della Namibia: la sfera solare rossa si specchia nell’acqua creando un effetto surreale. Circondati da questo spettacolo da mille e una notte beviamo una birra, mangiamo frutta secca e scambiamo con i nostri amici simpatiche battute: ci conosciamo da poco, ma tra di noi c’è già un feeling speciale che ci accomuna. 
Giraffe, orici, rinoceronti, antilopi bevono e riflettono nell’acqua la loro immagine mentre gli sciacalli corrono nell’oscurità: tutti gli animali ignorano la nostra presenza. Il silenzio è assoluto: non si vuole disturbare. Oh natura, oh natura, grazie per questi momenti e allontana il predatore: con questo stato d’animo non sopporterei una lotta per la sopravvivenza.
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