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17 agosto: Namib Desert – Swakopmund
Con un Cessna voliamo sulle dune da dove faccio delle foto uniche. Dall’alto le rosse dune sembrano tracciate con una matita dalla mano di Euclide che dà il meglio di sé: linee curve, rettilinee, paraboliche, iperboliche che s'intersecano tra luce ed ombre. E’ proprio vero le leggi della matematica trovano espressione nella bellezza della natura.
Ed ecco i misteriosi cerchi delle fate che secondo il popolo Himba non sono altro che le impronte lasciate dalle divinità. Questi cerchi privi di vegetazione, ma circondati da alta erba, secondo recenti studi, sono prodotti dall’azione delle termiti ingegneri: meccanismi di sopravvivenza per resistere all’aridità del Namib. Un mistero della natura che sembra essere risolto: le termiti distruggono la vegetazione trattenendo l’umidità nel sottosuolo. Dopo tante emozioni non poteva mancare la sosta in una pasticceria dove gustiamo la famosa torta namibiana di mele; è proprio qui che ci sono tanti scoiattoli del deserto che si mettono in posa davanti alle nostre macchine fotografiche.
Ripartiamo: la costa atlantica ci aspetta. Facciamo una sosta al tropico del Capricorno per una foto ricordo, inconsapevoli del fatto che avremmo bucato in pieno deserto. Risolto il problema scopriamo che Katia ha ben due ruote di scorta, una delle quali però non è in perfetto stato. Attraversiamo le vaste distese del deserto della Namibia e facciamo un’escursione nella Moon Valley, la valle della luna per ammirare la Welwitschia Mirabilis, una pianta nana preistorica: un vero fossile vivente che, in questo deserto, riesce a sopravvivere grazie al suo groviglio di lunghe foglie. E’ qui che Katia ci mostra la Sarcocaulon crassicaule, la candela dei Boscimani, una pianta la cui cera arde, anche se i suoi gambi sono secchi. Questa valle offre un vero paesaggio lunare con in fondo l’orizzonte infinito, l’immensità: ancora una volta l’oceano è solo un miraggio. Ad un tratto ci fermiamo, dei fenicotteri rosa ci attendono in una laguna e si esibiscono in spettacolari voli.
 
18 agosto: Swakopmund
A trenta chilometri circa da Swakopmund, un altro esempio dell’architettura coloniale tedesca, al largo della costa atlantica, c’è Walvis Bay. Nelle acque di questa baia facciamo una gita in barca e osserviamo da vicino una schiacciante abbondanza di uccelli tra cui tantissimi fenicotteri, cormorani e pellicani dai vivacissimi colori.
Avvistiamo numerosi delfini che con un’abilità incredibile sfuggono alla mia macchina fotografica: sembrano giocare a nascondino. Di fronte a noi una colonia di milioni di otarie sulla spiaggia. Sbarchiamo a Pelican Point e con un 4x4 facciamo un’escursione fantastica…non ci sono parole per descriverla.  Si corre tra le bianche e giganti dune con una vista mozzafiato sull’oceano e sul deserto del Namib: l’oceano sembra abbracciare il deserto. Le guide approntano un pranzo a base di ostriche e champagne in questo ambiente da sogno. Un’intera giornata ancora in mezzo al nulla, quel nulla che è l’emblema namibiano. Indimenticabile è il rally: un’esperienza di guida all-round.
La soffice sabbia accarezza la pelle del mio viso. Che caldo! Che emozione correre e rotolarsi su queste dune e sedersi in cima ad una di esse e osservare l’oceano sottostante, qualche sciacallo con le sue orme e i gechi del deserto che scappano e si nascondono agilmente nella sabbia. A proposito dimenticavo: un geco del deserto per qualche avventuriero è diventato un bellissimo orecchino pendente.
Attraversiamo la zona delle saline dagli strabilianti colori che vanno dal bianco al rosso amaranto e concludiamo l’escursione con una vista spettacolare: una colonia di milioni e milioni di fenicotteri.
Una giornata così non poteva finire se non con un romantico tramonto sull’oceano, in un lodge sempre in perfetta armonia con la natura circostante.
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